sabato, gennaio 20

Mi pensi? Ma quanto mi pensi?

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Ormai le nuove generazioni non sanno più che cosa sia una cabina telefonica. Figuriamoci un gettone.

Voi di OttO fm ricordate di sicuro cosa significa telefonare da un apparecchio pubblico.

Facciamo un salto indietro nel tempo e andiamo al 1927, anno in cui l’azienda Stipel coniò il primo esemplare di gettone. Era costruito in alpacca (lega di nichel, zinco e rame) oppure in bronzo. Venne presentato per la prima volta alla Fiera campionaria di Milano; i gettoni potevano essere utilizzati solo all’interno dell’area espositiva. La prima moneta a tre scanalature venne realizzata dalla TETI nel 1945; poteva essere utilizzata in qualsiasi tipo di telefono pubblico.

Come tutti sappiamo, l’apparecchio telefonico venne inventato da Antonio Meucci nel 1871 e perfezionato da Graham Bell nel 1876. I primissimi telefoni funzionavano mediante centraliniste: a queste veniva chiesto di contattare l’altra persona e quindi di mettere in comunicazione i due interlocutori. L’operazione era piuttosto complicata e macchinosa; al termine del processo, per far capire che la conversazione poteva avere inizio, divenne usanza dire “Pronto!”.

La rivoluzione vera e propria in campo telefonico, giunse nel 1959: nacque il gettone telefonico che almeno per tre generazioni, gli italiani conoscono e che rimase a disposizione fino al 2001. Inizialmente esso aveva un valore di 50 lire, fino al 1980 quando esso raddoppiò per poi nel 1984, quadruplicare. L’importo rimase invariato fino al 2001, anno in cui il gettone telefonico andò in pensione.
A partire dal 1972 si sono diffuse le carte telefoniche prepagate che nel 1983 andarono a sostituire il gettone telefonico. Dal 31 dicembre del 2001 non possono più essere utilizzati i gettoni telefonici; all’epoca la Telecom diede la possibilità a tutti coloro che ne fossero in possesso, di sostituirli con schede telefoniche da 2000 lire (nove gettoni equivalevano ad una scheda telefonica).

Oggi il gettone telefonico rimane un oggetto da collezione.

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