sabato, Marzo 23

Il ritorno dei Monciccì

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Una sigla di Cristina D’Avena ( da vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=xQjp2af1QCU) e un cartone animato giapponese e per tutti i nati negli Anni Ottanta parte subito l’effetto amarcord.

Anche se il passare del tempo talvolta ci gioca dei brutti scherzi e quelle trame strappalacrime, quei personaggi e quelle storie nella nostra memoria si mescolano un po’ tutte. Non è così per i Monciccì, che erano davvero inconfondibili vuoi perché erano adorabili scimmiette, vuoi perché prima di essere una serie animata entrarono nelle case degli italiani sotto forma di pupazzi. Il loro debutto televisivo avvenne su Canale 5 nel 1982. Ebbene sì, ex-giovani: sono già passati 35 anni tondi tondi.

I Monchhichi (nome originale Giapponese) diventano un fenomeno internazionale con la serie animata ispirata alla linea di giocattoli, che esce in patria nel 1980 con il titolo Futago no Monchicchi (“I gemelli Monchicchi”). Dopo la serie giapponese, è stata prodotta anche un’altra serie animata negli Usa da Hanna-Barbera intitolata Monchhichis e trasmessa dalla ABC in America. In Italia è andata in onda per la prima volta nel 1988 su Rai1.

Il fenomeno nasce come giocattolo grazie alla Sekiguchi Corporation, azienda produttrice di bambole con sede a Tokyo. I pupazzi furono creati da Koichi Sekiguchi il 25 gennaio 1974 ed ebbero un successo incredibile in Giappone, tanto da essere esportate in tutto il mondo a partire dal 1975: prima nell’allora Repubblica Federale Tedesca e in Australia, poi nel resto d’Europa dove il nome originale divenne ‘Chicaboo’ in Regno Unito, ‘Kiki’ in Francia, ‘Mon Cicci’ (staccato, a differenza del titolo del cartone) in Italia e ‘Virkiki’ in Spagna. Nel 1979 le bambole arrivarono anche in Nord America (the ‘Monchhichis’) e la Mattel ne acquistò i diritti.

I Mon Cicci sono prodotti tutt’oggi e vengono sempre venduti come gemelli: un maschio e una femmina, chiamati rispettivamente Mon Ciccì e Mon Cicciò. Inizialmente i personaggi erano venduti senza abiti, poi dal 1976 venne prodotta la loro linea di abbigliamento “Boutique Monchicchi”. Le bambole ebbero gli occhi azzurri fino al 1985, poi vennero prodotti solo con occhi castani. Ad oggi tutti i Mon Cicci sono venduti con abiti particolari (da giamaicani, in costume da bagno, da sposi…) e nel 2010 fu prodotta una linea anche per il mondiale di Calcio.

Trentacinque anni dopo la prima messa in onda italiana i Monciccì sono tornati in tv con una nuova serie animata (52 episodi) su DeaJunior alle 19.30. A cantare la nuova sigla è Victoria Cabello, che in più introdurrà gli episodi con delle clip (Aspettando Monchicchi con Victoria Cabello) che raccontano gli usi e costumi del Giappone, la patria delle scimmiette che conquistarono l’infanzia di chi oggi è mamma e papà.

 

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