domenica, giugno 24

I Cartoons Ottanta e le figurine.

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Iniziò tutto da “Heidi”. Era il 1974.

Fu poi la volta di “Marco, dagli Appennini alle Ande”, di “Anna dai capelli rossi”, e ancora “Flo, la piccola Robinson”, “Là sui monti con Annette”, fino a “Pollyanna”, “Una per tutte, tutte per una”, ovvero Piccole donne, e poi “Peter Pan”, “Il libro della giungla”. Questi i titoli di alcuni cartoni realizzati col filone “World masterpiece theather” (WMT), cartoons che trasferivano in Giappone (e da lì, nel mercato televisivo di mezzo mondo) storie che si ispiravano all’occidente.

Soprattutto nel corso degli Anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta, l’Italia contribuisce al successo dei cartoni animati del WMT, testimoniato dalla popolarità crescente degli album di figurine a essi dedicati, col suo corredo di paesaggi, situazioni e introspezioni. Alcuni di questi cartoni ebbero un successo enorme grazie anche al merchandising, soprattutto gli album di figurine.

 

D’Artacan e i tre moschettieri (1981), Il giro del mondo di Willy Fog (1983), Il libro della giungla (1989), e cartoni animati di stile Meisaku di altre case produttrici quali Remi – Le sue avventure (1977), Capitan Futuro (1978), Nils Holgersson (1980), Don Chisciotte (1980), Il Mago di Oz (1987), David Gnomo amico mio (1985), tratto da un libro illustrato per bambini. Sono solo alcuni esempi di ciò che resta degli Anni Ottanta sotto forma di cartone animato.

Ed è proprio al Museo della Figurina di Modena che inaugura venerdì 2 marzo la mostra “World Masterpiece Theater. Dalla letteratura occidentale all’animazione giapponese”, visitabile fino al al 22 luglio.

 

In occasione dell’inaugurazione di venerdì 2 marzo alle 18.00 si terrà una visita guidata per grandi e piccoli con la curatrice Francesca Fontana tra le immagini e le colonne sonore dell’infanzia.

Un tuffo al cuore per chi è stato bambino 30 anni fa

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