giovedì, novembre 15

9 Novembre 1982: concludeva la carriera il pugile Sugar Ray Leonard

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Una carriera iniziata negli anni ’70 e conclusa nei primi anni ’80, ma che lo ha reso un esempio per tutte le future generazioni della boxe. Una delle icone che ha ispirato la famosa saga dei film di Sylvester Stallone, Rocky, che proprio guardando gli incontri di Muhammad Alì e di Sugar Ray trovò le idee per scrivere le sceneggiature con protagonista il pugile italo-americano Rocky Marciano.
Non a caso abbiamo citato il grande Alì, che è stato un importante riferimento per Sugar.
Nel 1977 Sugar Ray non era sicuro di tutto quello che gli sarebbe accaduto di li a poco, ma l’unica cosa che aveva ben chiara era che doveva a tutti i costi cercare di vincere, perché aveva bisogno dei soldi per sostenere le costose cure mediche per il padre gravemente malato. Ma non solo ed esclusivamente per i soldi. Leonard aveva la mentalità del campione. Sviluppata soprattutto stando al fianco di Muhammed: condividevano la stessa palestra e lo stesso allenatore, Angelo Dundee, e durante gli allenamenti Alì diventò per Sugar Ray un maestro, ma soprattutto un idolo.

L’incontro più emozionante della sua carriera e che verrà sempre ricordato fu nel 25 novembre del 1980, nel quale Sugar si trovò a combattere di nuovo contro Roberto Duràn, che 6 mesi prima gli aveva sottratto la cintura di campione del mondo a Montréal. Sugar, dopo essere stato sconfitto, si era duramente allenato alle Hawaii con il trainer Dave Jacobs, proprio in vista di questa rivincita.
Si prenderà la sua rivincita personale battendo Duràn per K. O. tecnico, dopo avergli fatto pronunciare le parole “no màs” cioè “non di più, stop“. Una vicenda che continua ad essere raccontata come un mistero, non si sono mai scoperte le ragioni di questo gesto: forse Duràn non si sentiva bene per proseguire ancora il combattimento, oppure è stato schiacciato dall’ira di Sugar. Non lo sapremo mai. Una delle grandi faide della sua carriera, che si è conclusa bene per lui e che lo ha reso un mito, prima del ritiro del 1982 a cinque mesi dall’intervento chirurgico alla retina dell’occhio sinistro.
(Redazione OttOfm)

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