mercoledì, ottobre 17

22/09::::::::Happy birthday DAVID COVERDALE (WHITESNAKE) e prima ancora i DEEP PURPLE

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La sua storia nel mondo del rock ha dell’incredibile quando passò da commesso in un negozio a Redcar (Yorkshire) e cantante di gruppi non professionisti, a frontman dei Deep Purple, grazie ad un annuncio sul Melody Maker;[3] non avrebbe mai immaginato che quel nastro consegnato alla segretaria di uno studio di produzione, registrato approssimativamente, in cui cantava brani dei The Beatles ed altre vecchie cover, sarebbe stato il “pass” per diventare uno dei cantanti hard rock più popolari al mondo.

La band impressionata dalla sua straordinaria timbrica blues lo assoldò immediatamente per sostituire Ian Gillan, affiancato dalla seconda voce del nuovo bassista Glenn Hughes.

Con i Deep Purple incise tre album: Burn e Stormbringer con il Mark III, Come Taste the Band con il Mark IV, componendo alcuni dei brani più famosi del gruppo, come Burn o Mistreated, e partecipò a numerosi tour mondiali da cui scaturirono importanti registrazioni video e dischi dal vivo, come ad esempio Made in Europe.


Sciolti i Deep Purple, a Coverdale veniva precluso, per motivi contrattuali stipulati col management, qualunque coinvolgimento musicale in terra britannica, pertanto si vide costretto a spostarsi in Germania per cercare lavoro, che trovò grazie ad Eddie Hardin che lo fece partecipare al progetto film-convention Butterfly Ball di Roger Glover, incidendo la parte vocale di alcuni brani.

Nel febbraio 1977, pubblicò il suo primo album da solista intitolato White Snake, servendosi della collaborazione del chitarrista Micky Moody. Anche se il disco non ottenne molto successo, il titolo sarà ripreso dal cantante per la sua futura band.

Nel 1978 Coverdale registrò il secondo album Northwinds, tuttavia aveva già deciso di dare vita uno dei più conosciuti gruppi hard rock: gli Whitesnake, in cui, per i quasi 40 anni della sua storia, militarono molti musicisti tra i più virtuosi e famosi della storia del rock.


Il progetto nacque originariamente come band di supporto a Coverdale durante il tour promozionale del suo debutto solista, ma si sviluppò presto in un complesso vero e proprio. Nei primi mesi del 1978, la band pubblicò l’EP Snakebite che anticipò l’uscita del primo album Trouble pochi mesi dopo. Nel frattempo il cantante venne raggiunto dai suoi ex compagni nei Deep Purple, il tastierista Jon Lord e il batterista Ian Paice. La band ottenne il suo primo successo rilevante con l’album Ready an’ Willing nel 1980, che conteneva il singolo Fool for Your Loving.

La band si prese una pausa nel 1982, durante la quale, secondo quanto riportato ai tempi da Kerrang!, Coverdale venne contattato dai Black Sabbath per prendere il posto del dimissionario Ronnie James Dio. Il cantante tuttavia decise di ripartire con il progetto Whitesnake e dare alle stampe l’album Saints & Sinners quello stesso anno.

Nel 1984 la band pubblicò Slide It In, con cui cominciò a farsi conoscere in maniera importante anche presso il mercato americano, grazie alle nuove sonorità introdotte dal chitarrista John Sykes. Con una formazione totalmente rimaneggiata, gli Whitesnake si chiusero in studio per registrare quello che nelle intenzioni di Coverdale doveva essere il loro lavoro di maggior successo. Il gruppo subì un brusco rallentamento dopo che il cantante venne colpito da una grave forma di sinusite nel 1986. I medici inizialmente dissero a Coverdale che non sarebbe più stato in grado di cantare, ma questi alla fine riuscì a riprendersi dopo un delicato intervento alle corde vocali. Nel frattempo si crearono attriti tra Coverdale e Sykes, che portarono alla separazione poco amichevole tra i due una volta terminate le registrazioni del nuovo album.

Dopo oltre un anno dall’inizio delle sessioni, vide la luce l’omonimo Whitesnake nel 1987, che consacrò definitivamente il successo della band, grazie a singoli come Here I Go Again e Is This Love. Gli Whitesnake divennero stelle di prima grandezza e tra i musicisti più famosi in assoluto del movimento hair metal di fine anni ottanta. Nel 1989 la band pubblicò Slip of the Tongue con l’ingresso in formazione del virtuoso chitarrista Steve Vai. Seguì il tour mondiale più lungo nella carriera del gruppo.

Nel 1990 Coverdale compose il brano The Last Note of Freedom per la colonna sonora del film Giorni di tuono di Tony Scott.

Il 26 settembre 1990, dopo l’ultimo spettacolo del tour di Slip of the Tongue, David Coverdale annunciò improvvisamente lo scioglimento degli Whitesnake. Il cantante prese la decisione in quanto stanco del mondo della musica e dei ritmi estenuanti in giro per il mondo.


Nella primavera del 1991, Coverdale ricevette l’offerta di collaborare con il chitarrista Jimmy Page dei Led Zeppelin. La coppia diede vita al progetto Coverdale•Page nel marzo 1993. Nonostante le buone vendite dell’album, il relativo tour si rivelerà un fallimento. Il problema fu in parte il confronto con Robert Plant; molti criticarono Coverdale di essere un mero clone di quest’ultimo.[4] La collaborazione si concluse l’anno dopo quando Page ritornò ad esibirsi insieme a Plant.


Nel 1994 Coverdale riunì gli Whitesnake con una formazione rimaneggiata per una serie di concerti seguente alla pubblicazione della raccolta Whitesnake’s Greatest Hits. La band decise di prendersi una nuova pausa alla fine del tour. Nel 1997 il cantante ritornò per pubblicare Restless Heart, originariamente pensato come disco solista di Coverdale, ma accreditato a nome “David Coverdale & Whitesnake” per scelta della casa discografica. Verso la fine dell’anno Coverdale registrò il live acustico Starkers in Tokyo insieme al chitarrista Adrian Vandenberg.

Nel 2000 il cantante diede alle stampe il suo terzo album da solista, Into the Light, il primo registrato senza gli Whitesnake dopo 22 anni.

Nel dicembre 2002 riassemblò gli Whitesnake con una nuova formazione, comprendente Tommy Aldridge alla batteria, Marco Mendoza al basso, Doug Aldrich e Reb Beach alla chitarre, e il tastierista Timothy Drury.[5] Il 20 ottobre 2004 registrarono il DVD Live… In the Still of the Night all’Hammersmith Apollo di Londra, mentre nel 2006 pubblicarono il doppio album dal vivo Live… In the Shadow of the Blues, contenente quattro brani inediti scritti da Coverdale e Aldrich.

Nel 2008 la band pubblicò il suo primo album in studio dopo oltre 10 anni, intitolato Good to Be Bad. Seguì l’ennesimo lungo tour in giro per il mondo. L’11 agosto 2009, mentre gli Whitesnake si stavano esibendo al Red Rocks Amphitheatre di Morrison (Colorado), Coverdale accusò alcuni dolori alle corde vocali. Dopo aver consultato uno specialista, il cantante scoprì di avere un pesante edema e una lesione vascolare che interessava le corde vocali della parte sinistra. Gli Whitesnake si trovarono costretti ad annullare il tour in programma con i Judas Priest.[6]

Il cantante si ristabilì nel febbraio 2010, permettendo alla band di poter ritornare in studio per registrare un nuovo album, pubblicato con il titolo Forevermore nel marzo 2011.

Nel maggio 2015 gli Whitesnake pubblicano The Purple Album, un disco composto da rifacimenti di brani dei Deep Purple risalenti al periodo in cui David Coverdale era il cantante della band.

Nel 2016, in occasione del suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, dichiara di aver cominciato a pensare al ritiro per l’anno successivo.[7]

 

 

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