mercoledì, ottobre 17

20/09:::::::::Birthday remebrance to MIA MARTINI

0

 

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè detta Mimì (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995), è stata una cantante italiana e in alcune occasioni anche cantautrice.Sorella maggiore, di tre anni, di Loredana Bertè, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è considerata insieme a Mina una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana di sempre,caratterizzata dal suo essere sofisticata ma non stucchevole e impreziosita da una forte intensità interpretativa. Donna tormentata, interprete intensa e raffinata, vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Berté. Il produttore discografico e autore Carlo Alberto Rossi la volle lanciare come ragazza yè-yè; tuttavia il successo che trovò in questa veste, sebbene molto lusinghiero per una debuttante, durò ben poco e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene nel 1971 col nuovo pseudonimo di Mia Martini. Oltre la collina, il suo primo album (giudicato tra i migliori lavori italiani mai realizzati di sempre[3]), risultò per l’epoca piuttosto all’avanguardia, per arrangiamenti, tematiche e cantato. Successi come Padre davvero (1971), Piccolo uomoDonna sola (1972), MinuettoIl guerriero (1973), Inno (1974), Donna con te (1975), Che vuoi che sia… (1976) e LiberaPer amarti (1977) la consacrarono tra le protagoniste assolute della musica italiana negli anni settanta, decennio nel quale raggiunse una grandissima popolarità nazionale e internazionale[4][5][6]. I suoi dischi iniziarono ad essere regolarmente distribuiti anche in paesi come Spagna, Francia, Germania e Giappone, dove nel 1977 partecipò come unica rappresentante italiana al Festival mondiale della canzone popolare di Tokyo, risultando vincitrice assoluta con il brano Ritratto di donna.

Nel 1978 divise il palco dell’Olympia di Parigi con Charles Aznavour, il quale la scelse per una fortunata serie di spettacoli in duo, reputandola una delle pochissime voci femminili in grado di emozionarlo. Nello stesso periodo dopo la realizzazione dell’album Per amarti intraprese un sodalizio artistico e sentimentale col cantautore Ivano Fossati, rivelatosi decisivo per il suo percorso umano e professionale, malgrado una relazione assai tormentata. Fu proprio Fossati a scrivere e produrre l’album Danza (1978), un lavoro di grande spessore che segnò per lei un’importante crescita, non soltanto sul piano musicale; nel disco veniva pubblicata per la prima volta una delle sue interpretazioni più significative: La costruzione di un amore (successivamente ripresa dallo stesso Fossati e da altri artisti).

Dopo due difficili interventi alle corde vocali, che la lasciarono afona per un anno intero modificandone in seguito anche la timbrica, seguì un periodo di silenzio durante il quale si dedicò alla stesura di un album da lei interamente scritto e composto, intitolato semplicemente Mimì (1981). Nel 1982 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, uno dei suoi brani più popolari e al tempo stesso più raffinati, firmato sempre da Ivano Fossati: per lei i giornalisti istituirono in quell’edizione il Premio della Critica, oggi intitolato a suo nome. Sempre nel 1982 uscì un altro suo grande successo, di cui lei stessa scrisse il testo: Quante volte, brano che dette il titolo ad un nuovo, fortunato LP. Il suo percorso artistico e la sua vita privata furono però segnati da una serie di maldicenze a sfondo superstizioso in seno allo stesso mondo dello spettacolo, che di fatto la ostacolarono ed emarginarono per diversi anni[7][8][9][10][11][12][13], portandola al ritiro dalle scene verso la metà degli anni ottanta.

Grazie al suo indiscusso talento interpretativo la cantante tornò alla ribalta riaffermandosi con un consenso ancora maggiore[14]: nel 1989 partecipò al Festival di Sanremo col brano Almeno tu nell’universo, celeberrimo successo che le restituì una grossa popolarità e che la spinse a riprendere pienamente la propria carriera attraverso nuovi album, nonché numerosi concerti e apparizioni televisive. Negli anni novanta fu pertanto protagonista di altri grandi successi come La nevicata del ’56Gli uomini non cambiano (presentati sempre a Sanremo nel 1990 e nel 1992) e Cu’ mme, duetto con Roberto Murolo che rilanciò la canzone napoletana. Nel 1993 duettò con la sorella Loredana al Festival di Sanremo presentando il brano Stiamo come stiamo.

Nel corso della sua carriera ha interpretato brani in italiano, napoletano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco e greco. Con la sua voce dal timbro ben riconoscibile per potenza e impatto emotivo, cantò il meglio della canzone d’autore italiana e internazionale, collaborando con alcuni tra i più grandi nomi del panorama musicale, non solo italiano. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Dodi Battaglia, Lucio Battisti, Gianni Bella, Dario Baldan Bembo, Giancarlo Bigazzi, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Giorgio Conte[15], Paolo Conte, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava, Mauro Pagani, Maurizio Piccoli, Mogol, Stefano Rosso, Enrico Ruggeri, Shel Shapiro, Umberto Tozzi, Antonello Venditti e Carla Vistarini.

Morì a soli quarantasette anni in circostanze mai del tutto chiarite: fu trovata priva di vita nella sua abitazione il 14 maggio 1995 dopo due giorni dal decesso. Le ipotesi di suicidio succedutesi nei giorni seguenti più volte sono state categoricamente smentite dalle sorelle.

 

Share.

Leave A Reply