domenica, Ottobre 25

17/08::::::::Happy birthday BELINDA CARLISLE (GO GO’S)

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Belinda Carlisle è stata la leader delle Go-Go’s, la prima rock & roll band di successo tutta al femminile (dal 1979 fino al 1984 e, di nuovo, dal 2001 a tutt’oggi), oltre che cantante solista di notevole successo di vendite, in particolare a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta.

Nella sua carriera, ha pubblicato 7 album di inediti di studio (l’ultimo nel 2007). Di questi, 3 hanno raggiunto almeno il disco d’oro negli Stati Uniti e 4 hanno ottenuto lo stesso risultato in Gran Bretagna.

Il suo album di maggior successo è stato Heaven on earth, vincitore di diversi dischi di platino al di là e al di qua dell’Atlantico. Da esso è tratto il classico da cui il long playing prende parte del suo titolo, Heaven Is a Place on Earth.

Sono stati veramente numerosi i suoi singoli che hanno raggiunnto i vertici delle classifiche di tutto il mondo; tra questi: Mad About You, I Get Weak, Circle in the Sand, Leave a Light On, La Luna, Summer Rain, In Too Deep, Always Breaking My Heart e, ovviamente, Heaven Is a Place on Earth, il suo più grande successo in assoluto.

Per Belinda, hanno scritto i più quotati compositori pop rock contemporanei, tra cui Rick Nowels, Diane Warren, Billy Steinberg, Per Gessle, Susanna Hoffs (Bangles), e Gregg Alexander (New Radicals).

Ai suoi album hanno partecipato, tra gli altri, Andy Taylor (chitarrista nella formazione originaria dei Duran Duran), Bryan Adams, George Harrison (ex Beatles), William Orbit (responsabile di un gran numero di noti remix, per esempio per Madonna), Bryan Wilson, Natasha Atlas, Per Gessle (chitarrista dei Roxette), Nick Beggs (bassista e vocalist dei Kajagoogoo) e Brian Eno (cfr. sotto ‘Collaborazioni’ per l’elenco completo).

La prima avventura della Carlisle nella musica consiste in una breve esperienza come batterista nel gruppo punk The Germs, con lo pseudonimo di Dottie Danger, anche se, a causa di una malattia, Belinda non riuscirà mai a suonare dal vivo con la band. Poco dopo aver lasciato The Germs, fonda le Go-Go’s (che originariamente si chiamavano The Misfits, cioè «I Pesci fuor d’Acqua»), con un’amica da poco avvicinatasi alla musica, Jane Wiedlin. Insieme alla batterista Gina Shock, alla chitarrista (ex bassista) Charlotte Caffey e alla bassista (ex chitarrista) Kathy Valentine, le Go-Go’s diventano uno dei gruppi americani più famosi dei primi anni ottanta, riescono a far passare la new wave nelle radio popolari americane e diventano la prima band tutta al femminile nella storia del rock ad avere un album al Numero 1, scrivendone anche i testi e la musica e suonando personalmente i propri strumenti. Le Go-Go’s registreranno altri due album di studio (il secondo dei quali, Vacation, otterrà il disco d’oro, grazie alla popolarità della sua title track). Head over Heels, tratta dal terzo album, Talk Show, arriva fino al Numero 11, ma le ragazze non riusciranno a ripetere l’enorme successo dell’album di debutto, il multi-platino Beauty and the Beat, contenente le hit We Got the Beat e Our Lips Are Sealed. Ben presto, si crea una spaccatura tra la candida immagine pubblica delle Go-Go’s e le loro vere abitudini, che rientrano appieno nella classica triade «sesso, droga e rock’n’roll». Anni dopo, in un’intervista del 2007, rilasciata a PlanetOut, la Carlisle ammetterà che i membri della band avevano un gran numero di groupies femminili e, senza scendere troppo nei dettagli, tutte avrebbero avuto esperienze lesbo.

Le Go-Go’s si sciolgono ufficialmente nel 1985 (anno in cui esce il primo omonimo album di Jane Wiedlin) e la Carlisle inizia la carriera solista, pur continuando a collaborare con l’ex Go-Go’s Charlotte Caffey. Il primo long playing solista della Carlisle, semplicemente intitolato Belinda, viene pubblicato per l’etichetta storica della band, la I.R.S. Records, nel 1986. Dall’album vengono estratti quattro singoli: la Hit estiva Mad About You (#3 US, #1 Canada) (con Andy Taylor alla chitarra); il secondo 45 giri, I Feel the Magic, dal sound black, chiaramente ispirato alla leggendaria casa discografica Motown; il terzo singolo, una cover di Band of Gold, di Freda Payne; e l’ultimo estratto, l’intensa ballad intitolata Since You’ve Gone. La prima ristampa in CD dell’album, pubblicata dall’etichetta originaria, è uno dei primi compact disc mai immessi sul mercato discografico. La seconda ristampa in digitale è invece molto più recente, ed è stata realizzata dalla Virgin nel 2003, che ha aggiunto alle 10 tracce originarie 4 bonus remix: 1 «extended» di Mad About You e 3 versioni alternative di Band of Gold («extended», «single» e «dub mix»), la cui versione su singolo, ricantata in duetto con la stessa Payne, già differiva notevolmente da quella del long playing.

Nello stesso periodo, la Carlisle incide anche due brani per altrettante colonne sonore: In My Wildest Dreams, pezzo di apertura del film Mannequin, e Dancing in the City, dalla pellicola di Whoopi Goldberg, intitolata nell’originale Burglar, ma uscita in Italia come Affittasi ladra.

Per il secondo lavoro solista, l’album Heaven on Earth, del 1987 la Carlisle cambia notevolmente il suo look, passando dal tipico caschetto biondo da California Girl a una lunga acconciatura rosso mogano. Anche lo stile musicale cambia radicalmente, abbandonando il pop soul con influenze anni sessanta del primo disco, in favore di un pop rock più tipicamente anni ottanta, che diventerà il suo marchio di fabbrica. L’album viene pubblicato negli USA per la MCA e nel Regno Unito per la Virgin. Il long playing entra nella Top 5 in Gran Bretagna e in Australia, e riceve la nomination per un Grammy Award. Il produttore dell’intero lavoro, Rick Nowels, aveva già lavorato con Stevie Nicks e in seguito avrebbe collaborato anche con Madonna.

Dal 33 giri vengono estratti in totale 6 diversi singoli, di cui 5 nel Regno Unito e 4 negli USA. Il primo estratto è il brano da cui l’album Heaven on Earth prende parte del suo titolo, e cioè il più grande successo solista di Belinda, Heaven Is a Place on Earth, che arriva al Numero 1 in vari paesi, tra cui USA, UK, Svezia e Norvegia(il singolo raggiunge il Numero 6 in Italia, mentre il remix dance arriva al Numero 1 anche nella chart dance statunitense). La canzone diventa un grandissimo successo anche nelle radio e sulle emittenti musicali, grazie a un videoclip diretto dall’attrice premio oscar americana Diane Keaton. Il secondo estratto dall’album, I Get Weak, scritto da Diane Warren, arriva al Numero 2 negli USA ed entra nella Top 10 in UK, anch’esso accompagnato da un video della Keaton. In Italia, il brano entrerà in classifica direttamente al Numero 11, riottenendo il piazzamento più volte, senza mai tuttavia entrare nella Top 10. Il terzo singolo/video dall’LP è l’intensa ballata Circle in the Sand, un altro Top 10 negli USA, in UK e in Germania. Poi, a questo punto, la promozione si diversifica a seconda dei paesi: nel Regno Unito, il quarto singolo World Without You avrà un moderato successo, seguito dal quinto singolo, un’altra ballad, uscita nel 1988, Love Never Dies…, che non va però oltre le posizioni più basse della classifica britannica. Negli USA, il quarto singolo pubblicato sarà I Feel Free, una cover del classico della band dei Cream, che non riesce a entrare nella Top 40.

Il seguito del grande successo di Heaven on Earth è costituito da Runaway Horses, che esce il 2 ottobre del 1989. L’album entra di nuovo nella Top 5 in Australia e in UK, ottenendo il doppio disco di platino in Australia e il disco di platino in UK, ma non riesce a eguagliare questo risultato negli USA. Anche in questo caso, ben 6 i singoli estratti. Il primo 45 giri è Leave a Light On, brano di apertura dell’album, che raggiunge il Numero 11 negli USA, il Numero 8 in Svezia e in Svizzera, e diventa un altro Top 5 in UK, Australia ,Austria e Italia. La canzone comprende un assolo di slide guitar, eseguito dall’ex Beatles George Harrison, che collabora anche su un altro pezzo del disco, Deep Deep Ocean. Il secondo singolo statunitense, Summer Rain, raggiunge il Numero 30 nella primavera del 1990. Il brano, definito da Belinda il più difficile da interpretare del suo repertorio fino a quel momento, arriva fino al Numero 6 in Australia, dove da allora è diventato un classico, di cui è stata realizzata una cover, nel 2004, dal gruppo australiano degli Slinkee Minx. Mentre il successo della Carlisle diminuisce negli USA, la sua popolarità rimane costante in Europa e in Australia. Nel 1990, vengono estratti altri singoli dall’album, tutti più o meno di successo: l’estiva title track, Runaway Horses, che viaggia ai margini della Top 40 in Australia e in UK, la spagnoleggiante La Luna, Top 20 in Germania e Australia e Top 10 in Svizzera, di cui vengono realizzate diverse cover (dalla band tedesca dei Commercial Club Crew, dal cantante tedesco Maroma, e dal gruppo croato dei Magnetic) e un vero e proprio inno rock, (We Want) The Same Thing, remixata per l’uscita su 45, che diventa l’ennesimo successo da Top 10 in Gran Bretagna. In sordina esce anche la ballata Vision of You, che non entra nella UK Top 40 per un soffio, fermandosi invece al Numero 41; il brano farà comunque da promo al tour di successo Runaway Live, originariamente in VHS, di cui esiste attualmente anche una versione in DVD. Nel 1993 Jennifer Rush fece una cover del brano cantandolo anche in spagnolo.

Nel tardo autunno del 1990, le Go-Go’s si riuniscono per un breve tour, a supporto della loro prima raccolta di successi, Greatest, che comprende alcune hit, brani importanti e una nuova versione riregistrata della cover di Cool Jerk, che compariva originariamente sul secondo album della band, Vacation. Il tour si caratterizza per la campagna contro le pellicce portata avanti dai membri della band, a supporto della PETA-People for the Ethical Treatment of Animals («Persone per il trattamento etico degli animali»), un’organizzazione per i diritti degli animali. Più tardi nel corso dell’anno, la Carlisle si unisce al cantante solista degli The Smithereens, Pat Dinizio, cantando sulla ballad del gruppo, Blue Period.

Nel 1991, Belinda pubblica il suo quarto album di inediti di studio, Live Your Life Be Free. Il disco segna in un certo modo un ritorno alla musica dalle influenze anni sessanta che aveva caratterizzato il suo debutto come solista. Il singolo Do You Feel Like I Feel?, primo estratto per il mercato USA, ma secondo per quello europeo (Numero 29 in UK), viene accompagnato da un video scanzonato, ispirato dal B-movie Attack of the 50 Foot Woman. La title-track, Live Your Life Be Free, mescola influenze anni sessanta con il tipico stile del produttore Rick Nowels, ed è accompagnata da un video che enfatizza, con immagini colorate e alla moda, il volto fotogenico della Carlisle. Il brano non otterrà i favori del pubblico statunitense, mentre in Europa sarà un successo radiofonico e conquisterà la Top 20 in UK (Numero 12), Italia (Numero 11) e Svezia (Numero 16), ottenendo lo stesso risultato di classifica anche in Australia. I singoli successivi, Half the World, Little Black Book e I Plead Insanity, diventano successi al di fuori del territorio statunitense. Nonostante Live Your Life Be Free si riveli, nel complesso, un inaspettato flop negli USA, ottiene comunque successo in Europa (Top 10 nel Regno Unito). Little Black Book verrà utilizzata anche come brano di punta della successiva raccolta, The Best of Belinda – Volume 1; anche I Plead Insanity avrebbe dovuto seguire lo stesso percorso, ma la Carlisle non ne proseguirà la promozione, poiché in avanzato stato di gravidanza.

Il primo periodo solista di Belinda Carlisle si chiude nel 1992, al termine del contratto con la MCA, la sua casa discografica negli USA. Ancora attiva in Europa e in Australia con la Virgin Records, nel 1992 esce la sua prima raccolta di successi, The Best of Belinda – Volume 1, che raggiunge il Numero 1 e ottiene il doppio disco di platino, sia nel Regno Unito che in Australia. Il greatest hits non comprende inediti, ma include invece tutti i singoli tratti da Heaven on Earth, Runaway Horses e Live Your Life Be Free, omettendo soltanto la ballata Love Never Dies…, ultimo estratto europeo da Heaven on Earth, e i quattro singoli usciti per la sua prima etichetta, la I.R.S., cioè Mad About You, I Feel the Magic, Band of Gold e Since You’ve Gone, tratti dal suo primo album solista, Belinda; la collection esclude anche le colonne sonore da lei realizzate fino a quel momento.

Il quinto album di inediti di studio della Carlisle, Real, esce nel 1993, pubblicato su etichetta Virgin sia negli USA che in Europa. Il disco, in cui risalta l’assenza di Rick Nowels alla produzione, rappresenta un momentaneo allontanamento di Belinda dalla formula musicale vincente costituita da un pop rock leggero e orecchiabile, sottolineando invece un ritorno alle origini punk rock delle Go-Go’s, a uno stile di musica ancora più duro di quello degli esordi ufficiali della band, rintracciabile in alcuni demo inseriti nel Greatest Hits Return to the Valley of the Go-Go’s, pubblicato dal gruppo l’anno successivo. Persino la copertina dell’album pare allinearsi a questo stile più crudo e meno rifinito, puntualizzato già dal titolo stesso dell’LP (real significa appunto «vero, reale, genuino»), con una Belinda ritratta senza il suo fedele make-up. Il lavoro è quasi tutto scritto e co-prodotto dalla stessa Carlisle, assieme alla ex Go-Go’s Charlotte Caffey, che ritorna qui ad avere grande spazio, dopo una parziale eclissi nei dischi precedenti, nonostante l’amicizia tra le due colleghe non sia mai venuta meno. In Gran Bretagna, il 33 giri raggiunge il Numero 9, dando vita a due soli singoli, entrambi di successo: il primo estratto, Big Scary Animal, si piazza al Numero 12 in UK, il secondo, Lay Down Your Arms, entra nella Top 30 britannica.
Nello stesso periodo, la Carlisle registra anche un nuovo brano per una colonna sonora, One by One, per il film The Harvest del 1993.

Dopo il terremoto di Northridge del 1994, Belinda e la sua famiglia traslocano in Europa. Verso la fine dell’anno, le Go-Go’s si riuniscono un’altra volta, imbarcandosi in un nuovo tour, a supporto di un doppio greatest hits, il citato Return to the Valley of the Go-Go’s, contenente tre brani inediti (inclusi anche nella versione singola europea). Uno dei tre nuovi pezzi, il singolo The Whole World Lost Its Head, contiene un paio di versi storici, che testimoniano il mito intramontabile delle Go-Go’s: “Mary ate her little lamb/And punk rock isn’t dead”, cioè «Maria ha mangiato il suo agnellino e il punk rock non è affatto morto» (il primo dei due versi è un gioco di parole basato sull’assonanza con la frase originaria, “Mary had a little lamb”, vale a dire «Maria aveva un agnellino»). Anche stavolta, però, la band si scioglie sùbito dopo la fine del tour. Da allora, Belinda ha sempre vissuto in Francia e in Inghilterra.

Nel 1995, la Carlisle ritorna nello studio di registrazione e ricomincia a lavorare con Rick Nowels. Nel 1996, nel Regno Unito e in Australia, esce il suo sesto album di inediti, intitolato A Woman and a Man, pubblicato per l’etichetta Chrysalis Records. L’album, che riprende il discorso interrotto con Live Your Life Be Free, riabbracciando la formula vincente del pop rock, con una decisa virata verso il cosiddetto «pop adulto contemporaneo», rinvigorisce la sua carriera solista in Europa e le regala diverse nuove hit in formato singolo. Il primo estratto, In Too Deep, entra direttamente al Numero 6, riportando la Carlisle nella Top 10 britannica, per la prima volta dopo sei anni, e davanti a personaggi di spicco del periodo, quali Toni Braxton e Celine Dion. Anche Always Breaking My Heart, uno di due brani inclusi nel disco scritti e prodotti da Per Gessle, metà del duo dei Roxette, entra nella Top 10, piazzandosi al Numero 8. Il lavoro dà vita ad altri due successi nel Regno Unito: Love in the Key of C (Numero 20 in UK) e California (Numero 31 in UK). L’album raggiunge il Numero 12 in UK, e ottiene il disco d’oro. Visto il grande successo del disco in Gran Bretagna, si decide di pubblicarlo anche negli USA, dove esce, durante l’estate del 1997, per la piccola etichetta Ark21. Nonostante il ritorno al successo in Europa e le comparse promozionali della Carlisle alla televisione e alla radio in America, l’album non riesce a ottenere lo stesso successo in Nord America. Con i primi due singoli estratti, Belinda tornerà in classifica anche in Australia; in particolare, In Too Deep conquista un soddisfacente Numero 11 ottenendo il disco d’oro.

Nel 1996, Belinda registra I Wouldn’t Be Here (If I Didn’t Love You), per la colonna sonora ufficiale di Two If by Sea, mentre nel 1997, realizza I Won’t Say (I’m in Love) per Hercules, il cartone animato della Walt Disney. La canzone verrà inserita nella versione europea della colonna sonora, pubblicata come singolo soltanto in Francia e in Germania, e interpretata, nella versione italiana, intitolata Ti vada o no, da un duo appena nato, costituito dalle due sorelle milanesi Paola & Chiara, che all’epoca avevano da poco trionfato al Festival di Sanremo di quell’anno, nelle sezione delle «Nuove Proposte». Nessuno di questi brani è mai comparso su raccolte di Belinda Carlisle.

Nel 1999, la Carlisle pubblica il suo secondo greatest hits nel Regno Unito, una doppia raccolta su CD, per la Virgin, dal doppio titolo A Place on Earth – The Greatest Hits, contenente una selezione dei brani già inseriti sulla prima raccolta The Best of Belinda – Volume 1 del 1992, Big Scary Animal, il primo singolo da Real del 1993, e i quattro singoli estratti da A Woman and a Man del 1996. Per l’occasione, Belinda registra anche tre nuove tracce: i singoli All God’s Children (dagli autori del mega successo dell’anno, ovvero Believe di Cher) e A Prayer for Everyone (scritta dal fido Rick Nowels, insieme alla citata Marie Claire D’Ubaldo) e il brano Feels Like I’ve Known You Forever, inserite in chiusura del primo disco, The Greatest Hits. Il secondo disco, propriamente intitolato A Place on Earth, comprende invece una serie di remix editi dei suoi più grandi successi, unitamente a un paio di lati B, originariamente inediti, mai comparsi sui relativi album. Alcuni dei remix portano la firma di William Orbit, che aveva già lavorato con Madonna sull’album del 1998, Ray of Light. Il doppio A Place on Earth – The Greatest Hits ottiene il disco d’oro in Gran Bretagna, piazzandosi al Numero 15.

Nel 2007, Belinda Carlisle pubblica il suo settimo album solista, Voilà!, il suo primo lavoro di studio a lungo respiro in undici anni. Il disco è prodotto da John Reynolds ed è composto da un mix di canzoni pop e classici francesi, tra cui cover di brani storici di Françoise Hardy e Édith Piaf. Un’edizione limitata del disco, pubblicata per il lancio promozionale iniziale, contiene quattro bonus tracks, cantate in inglese, tra cui l’unico singolo estratto, I Still Love Him, e un adattamento della celebre La vie en rose. Voilà viene pubblicato dalla Rykodisc ed esce nel Regno Unito il 5 febbraio, e negli USA il 6 febbraio del 2007. A Belinda era stato originariamente chiesto di realizzare un nuovo album contenente brani aderenti alla sua classica formula pop rock, ma la cantante si è rifiutata, optando invece per la registrazione di questa collection di classici, caratterizzati da uno stile di cui ha dichiarato di essersi “letteralmente innamorata”, sin da quando si era trasferita in Francia all’inizio degli anni novanta. Una recensione dettagliata dell’album, traccia per traccia, compare sul sito Belinda Carlisle – A Place On Earth.

Fonte Vikipedia
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