martedì, Luglio 7

17 novembre 1985: usciva il primo numero di Phrack

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Ve la ricordate Phrack? La rivista per gli hacker di tutto il mondo!
Il nome faceva già capire tutto quello che veniva trattato dal Mag, o forse non faceva appositamente capire nulla, perché Phrack deriva da Phreaking, termine che solitamente viene utilizzato per designare l’attività volta a scovare il lato oscuro della tecnologia ossia tutti i possibili scopi “non convenzionali” che ne possono essere fatti. Da cui deriva anche il termine hacker.
Erano i tempi dei cosiddetti pirati della Silicon Valley, quando Steve Jobs con Apple, IBM e Bill Gates con Microsoft tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 cominciavano a distribuire i primi computer e a contendersi il primato di miglior marchio informatico del mondo.

Phrack si è sempre autodefinita una webzine underground. Precisamente è stato il primo magazine della storia ad essere diffuso in formato elettronico, anche e soprattutto perché redatta da una “cellula” di Hacker. Infatti, la maggior parte dei redattori erano indipendenti collaboratori del progetto, che non ha mai avuto una sede fisica.
Linguaggi di programmazione, crittografia, spionaggio, sicurezza informatica ma anche la radio, erano i temi più trattati e, soprattutto verso gli ultimi numeri, si è cominciava a parlare di teorie complottiste e informazioni tenute “nascoste” dai principali media. Ma anche notizie “rubate”, al punto che la testata online fu coinvolta in un’operazione dei servizi segreti statunitensi dopo la pubblicazione di un articolo che conteneva informazioni rubate ad un’azienda di telecomunicazioni, per far avere alcune esclusive ai loro seguaci. L’addio al web per Phrack è arrivato nel 2005, quando fu reso noto dalla stessa “redazione” sul sito web che ci sarebbe stato l’ultimo numero, il volume 63.
(Redazione OttOfm)

 

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