giovedì, novembre 15

05/11:::::::Happy birthday BRYAN ADAMS

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Nato il 5 novembre 1959, a Kingston, Ontario (Canada), da genitori inglesi (il padre era un diplomatico che ha portato la famiglia in giro per il mondo), Bryan Adams è diventato il cantante canadese più famoso della fine degli anni ’80 e degli anni ’90, ed è molto conosciuto soprattutto grazie alle sue ballate (di pura tradizione rock) e alle canzoni di stampo classico come “Summer of ’69” e “Cuts like a knife”, oltre ad altri numerosi brani le cui melodie sono spesso diventate dei tormentoni per esser state scelte da famosi spot tv.

L’omonimo album di debutto risale al 1980 ed ha rappresentato la base per il lancio, l’anno successivo, del suo secondo album “You want it, you got it”, il primo ad imporsi, seppur in tono minore, nelle chart americane grazie ad una hit radiofonica intitolata “Lonely Nights”.

Il terzo album “Cuts like a knife” viene pubblicato nel 1983 e sarà quello che riuscirà davvero a far breccia nelle classifiche, raggiungendo addirittura l’ottava posizione, cosa non da poco nell’affollato e intricatissimo panorama della musica d’oltreoceano. Con grande sorpresa dei produttori, Bryan Adams si porta a casa addirittura un album di platino, successo poi bissato in Inghilterra tre anni più tardi.

La strada sembra ormai spianata e negli anni successivi il solido rocker non delude le aspettative dei produttori che puntano su di lui, arrivando alla consacrazione prima con un’ospitata al “Live Aid” di Philadelphia e poi duettando con una star come Tina Turner sulle note di “It’s only love”.

La fine degli anni ’80, dopo lunghi tour snervanti, ci restituisce Bryan Adams in una veste più riflessiva e tendente al “dietro le quinte”. Scrive e prepara nuovi pezzi con il suo nuovo co-produttore e co-autore Mutt Lange e contribuisce al lavoro di artisti come Motley Crue, Belinda Carlisle, Charlie Sexton ed altri ancora. Nel 1988 è ancora in sella, più vitaminico che mai, nel concerto in onore di Nelson Mandela allo Wembley Stadium di Londra.

Nel 1990 sale sul palco berlinese che ospita una speciale performance dei Pink Floyd: “The Wall with Roger Waters”.

Tutto ciò viene comunque messo in ombra dall’incredibile successo ottenuto dall’album che viene pubblicato nel 1991, “Waking up the neighbours” che include la hit “(Everything I do) I do it for you”; il pezzo – tema del fortunato film “Robin Hood – Principe dei ladri”, con Kevin Kostner – è un fenomenale successo da classifica e riesce a rimanere in cima alla chart inglese per ben 16 settimane (ad oggi il singolo con maggior permanenza al numero uno della storia della musica britannica). Alla fine vende tre milioni di copie e raggiunge la vetta delle classifiche di mezzo mondo diventando il singolo più venduto di quell’anno e regalando a Bryan Adams la sua prima nomination all’Oscar.

I singoli pubblicati in seguito, “Can’t stop this thing we started”, “Thought I’d died and gone to heaven”, “Please forgive me” e “All for love” si rivelano altrettanto proficui commercialmente e permetteranno al cantante di intraprendere, nel 1994, un lungo tour che lo porterà nel sud-est dell’Asia, e durante il quale Adams diventerà il primo artista rock occidentale a visitare il Vietnam dalla fine della guerra. Al suo ritorno, instancabile, sfornerà altre lodevoli prove, sempre accolte dal pubblico con entusiasmo.

Alle soglie del 2000 Bryan Adams si prende una pausa per dedicarsi con successo alla fotografia. Nel 2002 fotografa la regina Elisabetta II per il suo Golden Jubilee, immagine che viene poi utilizzata per un francobollo britannico.

Dopo l’uscita di un greatest hits intitolato “Best of me”, verso la fine del 2000 pubblica un nuovo album, in collaborazione con il compositore Hans Zimmer; il disco formerà poi la colonna sonora del film “Spirit”, in seguito nominato ad un Golden Globe.

Tra le sue ultime fatiche c’è “Room Service” (settembre 2004), registrato dopo una pausa durata tre anni. Il lavoro è prodotto dallo stess Adams, mixato da Bob Clearmountain ed è stato in gran parte registrato in camere d’albergo o backstage durante i lunghi tour europei degli ultimi due anni.

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