mercoledì, Ottobre 23

02/10:::::::Happy birthday STING

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Gordon Matthew Sumner, in arte Sting, è nato il 2 ottobre 1951 a Wallsend, Northumberland, nella zona industriale di Newcastle, da una famiglia cattolica praticante di origine Irlandese. Figlio di una parrucchiera e di un ingegnere è il maggiore di quattro figli (due fratelli e due sorelle). In gioventù, a causa del licenziamento del padre, rimasto senza lavoro malgrado le sue alte competenze tecniche, ha passato momenti economicamente davvero difficili. Trovatosi improvvisamente nella necessità di aiutare la famiglia, si mise a fare i lavori più improbabili, come quando fu assunto nella locale centrale del latte. Ma la voglia di emergere del giovane Gordon era più forte di qualsiasi difficoltà: non a caso la sua ambizione e la sua non comune intelligenza sono noti al pubblico che lo segue. Il campo in cui decide di applicarsi (dopo aver comunque fatto l’insegnante, l’allenatore di calcio di una squadra locale e lo strano lavoro di “scavatore di fossi”), è fra quelli più difficili e ad alto rischio, a patto di non possedere un vero talento. Stiamo parlando ovviamente dell’arte delle sette note, un settore che ha visto decine e decine di musicisti fare la fame, riducendosi a suonare solo in piccoli club.Il giovane Sting mastica un po’ di pianoforte grazie agli insegnamenti della madre, ma suona anche il basso elettrico, dopo aver abbandonato la chitarra (imparata per la voglia di affrontare il repertorio della musica giovane del momento: Beatles e Rolling Stones su tutti) per amore del jazz. Agli inizi della carriera, oltre a suonare in varie formazioni, ha anche fondato un suo gruppo jazz, i “The Phoenix Jazzplayers”, presenza costante di un pub chiamato “Wheatsheaf”. Ed è proprio in quel periodo che qualcuno gli affibbia il nome di StingRacconta lui stesso: “C’era un trombonista che mi trovava simile ad un calabrone con addosso la mia maglietta di calcio a righe gialle e nere. Cominciò a chiamarmi Stinger (“colui che punge”), che poi abbreviò in Sting (“pungiglione”). Al pubblico piaceva e così mi tenni questo nome“. In seguito suona con una jazz band molto nota di Newcastle, i “The Riverside Men”. Sempre in quegli anni suona anche nella “Newcastle Big Band”, gruppo che per due anni partecipa a vari jazz-festival in Spagna e Francia.Nel 1972 lui e altri tre elementi dei “Newcastle Big Band” lasciano il gruppo dando vita ai “Last Exit” di cui Sting, è il leader e cantante (il primo esempio di esibizione canora di Sting è il singolo “Whispering voices”).Nel 1976 il futuro idolo rock lascia l’insegnamento, che ancora praticava per tirare avanti in una scuola femminile di lingue, per dedicarsi completamente alla musica. In quell’anno i “Last Exit” si trasferiscono a Londra per ottenere un contratto discografico anche se, visto i deludenti risultati ottenuti, tornano a Newcastle, dove sono stati invitati a suonare come supporto alla “Manchester Symphony Orchestra”, di cui faceva parte il chitarrista Andy Summers.Sempre in questo periodo incontra Stewart Copeland, che durante una tournee con i “Curved Air”, assiste ad una esibizione dei “Last Exit” in un pub, rimanendo positivamente impressionato dalla forte presenza di Sting. In breve tempo Copeland convince Sting a costituire insieme a lui e al suo Henry Padovani la prima formazione dei “Police”. Padovani verrà sostituito dopo breve da Andy Summers: la band dominerà la scena musicale fra gli anni ’70 e ’80.I “Police” sono stati effettivamente un fenomeno unico ed irripetibile della scena rock ma dopo dieci anni e tanti album memorabili (ricordiamo: “Outlandes D’Amour”, “Reggatta De Blanc”, “Zenyatta Mondata”, “Ghost in the machine”, “Syncronicity”). Tra il 1985 e il 1986 Sting decide di intraprendere la carriera solista. Qualche avvisaglia del desiderio di una maggiore autonomia c’era già stata: aveva inciso una versione del classico anni ’30 “Spread a little happiness” per il film “Brimstone and Treacle” e aveva partecipato all’hit dei Dire Straits “Money for nothing”, oltre ad avere collaborato con Phil Collins per l’album “No jacket required”.Nel suo primo lavoro solista, “The dream of the blue turtles” – un disco che contiene i due grandi successi “If You Love Somebody” e “Russians” – Sting unisce le sue vicende a quelle di quattro importanti jazzisti, Branford Marsalis al sassofono, Kenny Kirkland alle tastiere, Omar Hakim alla batteria e Darryl Jones al basso.Nel 1986 Michael Apted filma il tour di Sting e delle Blue Turtles. Da questa esperienza nasce un doppio album dal vivo “Bring on the night”. Poi è la volta di “Nothing like the sun”, all’interno del quale si trova una gemma come “They dance alone”, ed il melanconico “Fragile” divenuto uno dei classici del suo repertorio.Nel 1988 Sting prende parte al tour di Amnesty International e dedica i due anni successivi alla tutela della foresta pluviale amazzonica. Nel 1991 esce “Soul cages” (con il nuovo hit “All this time”), disco autobiografico come il successivo “Ten summoner’s tales”, contenente fra l’altro due immancabili successi come “If I ever lose my faith in you” e “Fields of gold”.Dopo una lunga pausa, il cantante inglese si ripresenta nel 1996 con “Mercury falling”, disco mercuriale ed irrequieto come già il titolo denuncia, mentre tre anni dopo è la volta di “Brand new day”, album davvero memorabile, dove l’enigmatico e raffinato genietto inglese esplora un caleidoscopico mondo di stili e linguaggi musicali, incorporando echi di Miles Davis e di canto gregoriano medioevale, pop algerino e musica country americana.Sting è un personaggio poliedrico: ha collaborato con numerosi artisti internazionali oltre quelli sin qui citati, tra cui l’italiano Zucchero, e ha recitato anche in alcuni film, tra cui non possiamo dimenticare la pellicola cult “Dune” (1984, sotto la guida della veggente mano del regista David Lynch), film tratto dal romanzo di Frank Herbert.Ama l’Italia e possiede una bellissima villa in Toscana. Sting viene spesso tirato in ballo nei maliziosi discorsi di gossip per aver dichiarato (confermato dalle interviste alla moglie) di essere praticante della disciplina del sesso tantrico, vantando performance erotiche lunghe più di cinque ore consecutive.

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